Non lontano dal capoluogo di Sestino (a circa 5 km in direzione Pesaro), merita una sosta Monterone, un vero scrigno di memorie medievali che sembra rimasto sospeso nel tempo.
Questo piccolo centro fortificato, le cui origini si perdono già in epoca romana, ha attraversato i secoli vestendo il ruolo di baluardo strategico di confine: menzionato fin dal 1040, quando Papa Benedetto IX ne fece dono all'Arcivescovo di Ravenna, il Castrum Monterionis divenne un punto chiave per la difesa dei territori della Chiesa, vivendo poi le vicende dei grandi signori del tempo, dagli Oliva ai Malatesta, fino alla conquista da parte del Ducato di Urbino guidato da Federico da Montefeltro.
Camminare tra i suoi vicoli oggi è un'esperienza quasi magica, dove il silenzio è interrotto solo dall'eco della storia che risuona tra le antiche mura e il suo caratteristico torrione rotondo, testimone silenzioso di un passato di lotte e vita comunitaria.
Comune indipendente fino al 1775, quando fu accorpato a Sestino per volontà del Granduca Pietro Leopoldo di Toscana, Monterone è giunto sino a noi intatto, regalandoci uno scorcio autentico sulla vita medievale e un'atmosfera che incanta chiunque sia alla ricerca di angoli di Toscana meno battuti ma ricchi di anima.
Oggi, oltre alla sua bellezza architettonica, il borgo è noto anche come il "Borgo del Liuto", un luogo dove l'antica arte della liuteria rivive in laboratori artigiani che sanno coniugare sapientemente passato e presente, rendendo Monterone una meta imperdibile per chi ama viaggiare con lentezza, riscoprendo le radici più profonde del nostro territorio.